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    <title>E-Archivo Community:</title>
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    <dc:date>2013-06-19T02:38:47Z</dc:date>
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    <title>Cicerone e la verità</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10016/16038</link>
    <description>Title: Cicerone e la verità
Author(s): Malaspina, Ermanno
Abstract: Il complesso rapporto di Cicerone come uomo e come filosofo con il concetto di “verità” ha numerosi paralleli con il problema che si deve affrontare oggi tra gli opposti estremisimi culturali del relativismo assoluto e del fondamentalismo, religioso e non. La posizione di Cicerone, individuata attraverso un’analisi del suo rapporto con la filosofia accademica, mira da una parte a ribadire la necessità dell’approccio scettico al problema gnoseologico di base, ma dall’altra a cercare comunque un radicamento storico sostanziale che giustifichi nella vita pratica il mantenimento dei valori politici ed etico-religiosi considerati da Cicerone alla base del consesso civile e della società romana in particolare.; La compleja relación de Cicerón, como hombre y filósofo, con el concepto de “verdad” tiene muchos rasgos en común con la tensión actual entre relativismo absoluto y fundamentalismo, religioso y no. La posición de Cicerón, que ponemos de manifiesto a través del estudio de su relación con la filosofía académica, afirma por un lado la necesidad de un acercamiento escéptico al problema gnoseológico, por otro, busca un arraigo histórico sustancial que justifique la conservación de los valores políticos y ético-religiosos, que el escritor romano consideraba fundamento del conjunto civil y de la sociedad romana en específico.</description>
    <dc:date>2011-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/10016/16020">
    <title>Abbiamo davvero bisogno delle leggi? Il punto di vista di Pompeo Trogo</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10016/16020</link>
    <description>Title: Abbiamo davvero bisogno delle leggi? Il punto di vista di Pompeo Trogo
Author(s): Borgna, Alice
Abstract: Da dove e perché nasce la necessità di una legislazione? Se per Platone le leggi rappresentano il principio fondatore della convivenza civile, all’opposto si pone Pompeo Trogo, che, invece, presenta la legge come un artificio umano che si rende necessario quando l'ingenium originario sia stato corrotto dal progressivo raffinarsi dei costumi. Inoltre, una volta iniziato il processo di allontanamento dalla condizione naturale, presentata come libera e virtuosa, solo l’intervento di una figura illuminata che attraverso il suo esempio ritrasformi il nomos in mos può rallentare il processo di decadimento che determina la translatio imperii. In questo senso, Trogo, spesso ritenuto mosso da spirito antiromano, mostra invece importanti punti di contatto con la propaganda augustea.; ¿De dónde y por qué nace la necesidad de una legislación? Si, según Platón, las leyes representan el principio fundacional de la convivencia civil, en cambio Pompeyo Trogo presenta la ley como un artificio humano, necesario cuando el ingenium originario ha sido corrompido por el progresivo refinamiento de las costumbres. Además, una vez empezado el camino de alejamiento de la condición natural, que es libre y virtuosa, sólo la intervención de una figura ilustrada, capaz con su ejemplo de transformar una vez más el nomos en mos, puede parar el proceso de decadencia que origina la translatio imperii. En este sentido Pompeyo Trogo, que a menudo se ha considerado como un autor anti-romano, comparte muchos elementos con la propaganda del emperador Augusto.</description>
    <dc:date>2011-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/10016/16019">
    <title>I Greci e Roma: koinoi nomoi per un impero democratico</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10016/16019</link>
    <description>Title: I Greci e Roma: koinoi nomoi per un impero democratico
Author(s): Capano, Antonella
Abstract: Durante la Seconda Sofistica (I-III d.C.), Platone è uno degli autori classici più letti. Gli intellettuali greci adottano le Leggi come testo per l’esercitazione retorica e punto di riferimento per una riflessione sul ruolo dei nomoi nell’Impero romano. Il caso di Elio Aristide è emblematico. Nei Discorsi platonici, egli cita passi delle Leggi a scopo retorico, per sostenere argomenti filosofici, spesso di significato anti-platonico, e per attribuire efficacia a brani celebrativi, ironici o polemici. Nelle meletai Ai Tebani, invece, Aristide, attraverso il gioco retorico del discorso figurato, fa emergere la concezione dei nomoi per i Greci del II secolo d.C.: le leggi restano l’unica garanzia di libertà e democrazia nel sistema autocratico dell’impero romano.; En la época de la Segunda Sofística (I-III d.C.), Platón constituye uno de los autores clásicos más leídos. En efecto, los intelectuales griegos usan las Leyes como texto para la ejercitación retórica así como punto de partida para una reflexión sobre el papel de los nomoi en el Imperio romano. El caso de Elio Aristides es emblemático. En los Discursos platónicos, el autor cita pasajes de las Leyes con un fin retórico, pero también para defender argumentos filosóficos –muchas veces anti-platónicos– y, además, para dar más eficacia a textos celebrativos, irónicos o polémicos. En las meletai tituladas A los Tebanos Aristides, por medio de un discurso figurado, resalta la función de los nomoi para los griegos del siglo II d.C.: las leyes representan la única garantía de libertad y democracia dentro del sistema autocrático del Imperio romano.</description>
    <dc:date>2011-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>El "De opificio mundi" de Filón de Alejandría</title>
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    <description>Title: El "De opificio mundi" de Filón de Alejandría
Author(s): Lisi, Francisco L.</description>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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